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Misteri e leggende sui laghi della Tuscia

Tutto il territorio della Tuscia è intessuto di bellissime leggende che, purtroppo, sono sconosciute ai più. Noi di MyTuscia le abbiamo raccolte e in questo articolo vi raccontiamo quelle che animano i laghi della Tuscia e che narrano le loro antiche origini.

Leggende sul Lago di Vico:

Sulle origini del lago di Vico abbiamo ben due versioni.

La prima parla di Lucilla, suo marito Ascanio e i loro due figli, Vera e Vico. Vivevano sulle colline laziali, abitate da un temuto drago che si nutriva di carne umana. Un giorno il feroce animale si avvicinò per mangiare il piccolo Vico. Lucilla gridò atterrita e in suo soccorso arrivò Ercole. Quest’ultimo sconfisse il drago utilizzando una clava, che conficcò nel terreno, facendolo tremare terribilmente. Ercole cadde a terra sfinito e per aiutarlo a riprendersi, Lucilla gli offrì una bevanda a base di miele. Recuperate le forze, l’eroe estrasse la clava e se ne andò. La sua arma aveva creato un cratere nel terreno, da cui iniziò a sgorgare dell’acqua. Il liquido lo colmò, trasformandolo dunque in un lago. E così nacque il lago di Vico.

lago di Vico

Ph: Gianmarco Carvone

La seconda leggenda, molto simile alla prima, vede sempre le origini del lago di Vico legate ad antichi personaggi della mitologia greca.

Ercole, in segno di sfida verso le popolazioni locali, conficcò la sua clava nel terreno, esattamente nel punto in cui ora si trova il Pozzo del Diavolo. Nessuno degli abitanti riuscì però ad estrarla, solo Ercole fu capace di rimuoverla e quando lo fece, un enorme flusso d’acqua iniziò a sgorgare, riempiendo l’intera vallata, creando così l’attuale lago di Vico.

lago di Vico

Ph: Loriana

Leggende sul lago di Bolsena:

La prima leggenda narra l’origine delle isole Bisentina e Martana. Nella valle del lago di Bolsena c’era un regno incantato, governato da un re ed una regina.
Il loro paese era sconosciuto alle altre popolazioni perché, per accederci, occorreva attraversare il bosco e nessuno osava spingersi oltre. Perciò per tanto tempo questo regno rimase nascosto. I suoi cittadini erano gli unici che conoscevano l’accesso, ma nessuno osava svelarlo.

Un giorno la regina si recò a Montefiascone con il figlioletto, ma sulla via del ritorno, questi accidentalmente impigliò il suo vestito su un ramo. Un filo della veste si svolse, senza che i due se ne accorgessero. Ad alcuni uomini non sfuggì la traccia e seguirono il filo fino all’accesso segreto e poi occuparono il regno e lo distrussero.

laghi della Tuscia

Ph: Mirko Zuffi

Il paese sprofondò sotto un diluvio che gonfiò le acque del lago, sommergendo tutto.
L’unica cosa che oggi rimane visibile sono i picchi delle due altissime montagne, quelle che appaiono a noi come due isole: la Bisentina e la Martana.

Un'altra leggenda sui laghi della Tuscia narra la triste storia di una saggia regina, dotata di grande intelligenza e cultura ed educata secondo la cultura romana. Si chiamava Amalasunta ed era l'unica figlia di Teodorico, re degli Ostrogoti.
I Goti, però, non tolleravano di essere governati da una donna, così suo marito Teodato, che nel frattempo le aveva rubato il potere, propose alla moglie un viaggio "politico" a Roma. Tra Bolsena e Montefiascone, gli Ostrogoti - con i quali suo marito intratteneva delle tresche - le tesero un agguato. Fu quindi rapita e trasportata all'isola Martana, dove restò relegata fino al 30 aprile 535, giorno in cui fu uccisa.

La sua morte, carica di mistero, ha alimentato nel corso del tempo delle leggende. Sono in molti ad affermare che durante le giornate di forte tramontana, vicino l'isola Martana, si odano le urla della regina dei Goti.

Un'ultima leggenda afferma che un tempo Bolsena e Montefiascone facessero parte di un territorio misterioso e benedetto dagli Dei, chiamato Velzna. Alcuni sacerdoti etruschi - specializzati nella geomanzia, la disciplina che interpreta i disegni formati dalla terra e dalla sabbia - riconobbero la sacralità del luogo e iniziarono a venerare la Dea del lago. Questo specchio d’acqua divenne quindi il fulcro magico di tutta l’Etruria.

E voi conoscete altre leggende sui laghi della Tuscia?

 

Per l'mmagine di copertina si ringrazia Mirko Zuffi