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Visitare le principali necropoli della Tuscia

Il popolo etrusco arrivò e si insediò nella Tuscia prima che Roma divenisse la potenza che tutti conosciamo; secondo alcuni studiosi dobbiamo tornare indietro fino al XIII sec. a. C. per trovare le prime tracce degli Etruschi nei territori dell'Alto Lazio, per estendersi poi fino alle attuali Pianura Padana a nord e Campania a sud.

La Tuscia, segnata da profonde forre di tufo e terre vulcaniche, fu luogo perfetto per gli insediamenti etruschi, che crebbero floridi, fino all'avanzata dei Romani, alla presa di Vejo e poi di Nepi e Sutri, per arrivare poi nel 280 a. C. alla presa di Vulci, che segnò il definitivo declino del popolo etrusco.

Percorsi archeologici nella TusciaDi questo popolo così creativo e progredito restano tracce preziose nei musei di mezzo mondo e in particolare su tutto il territorio: sono tantissime infatti le necropoli della Tuscia che si incontrano attraversando l'Alto Lazio, e qui ve ne suggeriamo 10 che non potete assolutamente perdere.

1) Barbarano Romano

All'interno del territorio del Parco Regionale Marturanum, a Barbarano Romano, in località Caiolo, sono visitabili, nonostante diverse perdite e distruzioni, i resti della necropoli di Caiolo, con la Tomba della Cuccumella, costruita con blocchi di tufo a secco e il Tumulo di Caiolo.

Nel Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano è possibile osservare altri resti provenienti soprattutto dalla vicina necropoli di San Giuliano.

2) Blera

Anche nel territorio di Blera, costruita su un pianoro tufaceo, non mancano necropoli con sepolture di diverso tipo, tipiche del periodo etrusco.

Da segnalare la cosiddetta Tomba della Sfinge, chiamata così a causa della testa di sfinge ritrovata all'interno della decorazione scultorea della tomba stessa.

Al Vi secolo a. C. risalgono invece delle tombe particolari, come quella "a dado" e quelle che riproducevano in tutto e per tutto la forma di una casa come quelle presenti nella Necropoli di Pian del Vescovo.

Esempio di tomba etrusca a dado

Esempio di tomba etrusca a dado

3) Castel dell'Asso

Anche qui, a partire dal IV secolo a. C. iniziò la costruzione della Necropoli Monumentale, con la Tomba Orioli e la bellissima Tomba Grande, con le gradinate a vista.

Nell'87 a.C. la città fu ascritta, insieme a Norchia, al distretto di Tarquinia, e destinata così ad un rapido declino.

4) Norchia

La fioritura di Norchia risale al IV secolo a.C. secolo in cui si data anche l'espansione della città etrusca di Tarquinia nei territori dell'entroterra. Su un fianco del pianoro di Norchia, protetto da un largo fossato e da mura in tufo, sorgevano due piani di sepolture. Tra queste segnaliamo la Tomba Prostila, la Tomba delle Tre Teste e le Tombe Tansinas. Non mancano tombe rupestri più recenti, famose come Tombe Doriche, con il fronte scolpito con decorazioni e figure di umani e animali.

5) San Giovenale

A 3 km dal paese di Civitella Cesi, sorge la zona archeologica di San Giovenale, abitata fin dall'età del bronzo e poi abitata dagli Etruschi di cui troviamo numerose tracce, compresi i resti di abitazioni dell'epoca scavate completamente nel tufo.

Numerose inoltre le necropoli etrusche disseminate intorno al vecchio abitato, a Fosso Pietrisco, Grotta Tufarina, Casa Vignale, La Staffa e molte altre ancora.

6) Sutri

Famosa come "Porta dell'Etruria", al margine meridionale della Tuscia, Sutri conserva tratti di mura megalitiche costruite per difendere la città etrusca dall'avanzata romana.

Sutri, tomba etrusca lungo la Via CassiaNumerose le tombe etrusche rintracciabili nel territorio della cittadina; si vedono necropoli lungo il Poggio Savorelli, al Fosso La Mola, in località Lamiera e sul Monte Foglietta. 

7) Tarquinia

Tarquinia è famosa per aver custodito fino ai nostri giorni, una serie di tombe dipinte, visitabili soprattutto nella Necropoli dei Monterozzi; pur trattandosi di sepolture, la cosa che stupisce è la presenza di dipinti raffiguranti la vita quotidiana dell'epoca etrusca.

Tra le più importanti e degne di nota la Tomba degli Auguri, la Tomba dei Tori, la Tomba delle Olimpiadi, la Tomba della Caccia e della Pesca e quella del Barone, risalenti al VI secolo a. C.

Tarquinia, tombe dipinte

Tarquinia, tombe dipinte

8) Tuscania

Anche Tuscania fu un importante centro etrusco e i numerosi scavi effettuati sul suo territorio hanno portato alla luce una serie di preziosi sarcofagi etruschi.

Sarcofago etrusco

Sarcofago etrusco

Ad oggi nei suoi dintorni sono visitabili numerose necropoli, tra cui ricordiamo quella della Madonna dell'Olivo, che sorge sulla Valle del Marta e si articola in tre piani di sepoltura risalenti all'età ellenistica. Da non perdere la Grotta della Regina che per la fitta serie di cunicoli ricorda il labirinto della magnifica Tomba di Porsenna a Chiusi, in Toscana.

9) Vetralla

A 4 km dal centro di Vetralla è stata portata alla luce solo nel 1965 la necropoli di Grotta Porcina, con numerose tombe rupestri risalenti al VI secolo a. C.

L'importanza strategica del territorio è testimoniata dagli importanti ritrovamenti, come un tumulo di 28 metri di diametro, con tre camere in asse e un tempio dello stesso secolo e un altare cilindrico dal diametro di oltre 5 metri, raggiungibile tramite delle gradinate scavate direttamente nel tufo.

Questo complesso, insieme alla Cuccumella di Vulci, è il più antico dell'intera Etruria

10) Vulci

La cittadina di Vulci, nel territorio di Canino, diede i natali a Servio Tullio, uno dei re di Roma. Successivamente però fu occupata dai Romani, che misero così fine alla presenza degli Etruschi nel territorio dell'Alto Lazio.

Di quel tempo ci restano numerose tombe, tra cui degna di nota è sicuramente la Tomba del Carro di Bronzo, sfarzosa sepoltura di un personaggio dell'aristocrazia locale.

Particolare la presenza di prodotti esotici ed orientali, come scarabei egizi e statue di gesso alabastrino di Rodi, all'interno di alcuni corredi, come nel caso della Tomba di Iside, nella Necropoli di Polledrara.

Come a Blera, anche a Vulci ritroviamo delle rombe scavate nella roccia ad imitazione di una vera e propria casa; ne è un esempio la Tomba del Sole e della Luna, che riproduce travi sui soffitti e il tetto a ventaglio in una delle stanze.

Da non perdere infine, all'interno della Necropoli di Ponte Rotto, che avevamo segnalato in uno dei nostri percorsi di trekking, la famosa Tomba Francois, l'unica tomba dipinta di Vulci che è giunta fino ai nostri tempi.