Le Chiese di Nepi

La cultura ecclesiastica di Nepi

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    Il Duomo



    Il Duomo di Nepi sorge molto probabilmente sul luogo dell’antica cattedrale esistente già nel V secolo.


    La struttura attuale dell’edificio si fa però risalire a non prima del XII secolo. La facciata è preceduta da un portico a tre archi, mentre l’’interno è a cinque navate divise da pilastri.


    La Cattedrale ha subito nei secoli diversi interventi di rifacimento; l’ultimo è stato quello per la ricostruzione della copertura a seguito dell’incendio provocato dalle truppe Francesi nel 1798.


    Dell’epoca più antica è possibile ancora oggi ammirare la bellissima Cripta risalente all'XI secolo con 24 colonne i cui capitelli, uno diverso dall’altro, riproducono animali e simboli tipici del Medioevo.



    San Biagio



    La chiesa di San Biagio risale alla metà del X secolo quando era parte del complesso monastico locale dipendente da quello di San Ciriaco di Roma.


    La struttura della Chiesa ha subito nei secoli numerosi rifacimenti che non hanno però alterato la planimetria originale.


    L’edificio ha una sola navata e dopo l’ultimo restauro è visitabile nel pieno del suo splendore.



    San Rocco



    La chiesa di San Rocco venne costruita nel 1467 quando gli abitanti di Nepi, colpiti da un’epidemia di peste fece voto di costruire una cappella in onore di San Rocco


    Nella chiesa sono ancora oggi visibili dipinti e affreschi risalenti al XV secolo.



    San Pietro



    La chiesa di San Pietro esistente già a partire dal XIII secolo fu consacrata solo nel 1465.


    I Padri Agostiniani che officiavano la chiesa furono costretti a cambiare la disposizione originaria della chiesa in base al nuovo assetto urbanistico voluto dalla famiglia Farnese.


    I lavori presero il via nel 1755 e portarono alla realizzazione della chiesa così come la vediamo oggi: a schema ellittico longitudibale con presbiterio voltato, decorazioni a stucco e soffitto a botte.



    San Vito



    La piccolissima Chiesa di San Vito, viene citata in un documento del 1467 ma ha origini sicuramente più antiche, come testimoniano alcuni degli affreschi interni, databili intorno al XIV secolo.