castello di Torre Alfina

Il castello incantato di Torre Alfina e il bosco di Biancaneve

Il castello di Torre Alfina e il bosco del Sasseto sembrano lo scenario perfetto di una fiaba: casette acchiocciolate attorno all’imponente maniero e sentieri che si perdono in una fitta vegetazione intrisa di fascino.

Torre Alfina, frazione di Acquapendente, è un piccolo borgo situato nell’alto Lazio, al confine con la Toscana e l’Umbria. Dal 2001 fa parte del club dei Borghi Più Belli d’Italia.

Forse è fra i borghi meno conosciuti della Tuscia, ma a tutti i visitatori riserva un’incantevole sorpresa perché appena si giunge qui, ci si catapulta in un racconto incantato.

Ancor prima di entrare nel borgo, da lontano si scorge lo splendido castello con torri merlate, che sovrasta la maestosa Riserva di Monte Rufeno.

Cosa vedere a Torre Alfina

Il Castello di Torre Alfina:

Il castello di Torre Alfina costituisce l’attrazione principale. Fu costruito nel Medioevo intorno a una torre di avvistamento longobarda.

Il palazzo è stato residenza dei Monaldeschi della Cervara, famiglia che governò il feudo per due secoli. Alla fine del 1800 tutte le proprietà signorili furono acquistate dal conte Edoardo Cahen, il quale apparteneva a una ricchissima famiglia ebrea di banchieri originari di Anversa. Il conte si fregiò del titolo di marchese e fece ristrutturare il castello Monaldeschi in stile neogotico, tuttora perfettamente conservato.

castello di Torre Alfina

castello di Torre Alfina

In seguito all’emanazione delle leggi razziali, il marchese fu costretto a rifugiarsi in Svizzera e, non avendo eredi, lasciò il castello al suo maggiordomo, il quale lo vendette a un imprenditore romano. Successivamente divenne proprietà dell’imprenditore e dirigente sportivo Gaucci.

Oggi è Boscolo a occuparsi della gestione del castello e lo utilizza come location per cerimonie e matrimoni.

castello di Torre Alfina

castello di Torre Alfina

Il castello ha riaperto al pubblico nel 2014, è però possibile visitare soltanto gli interni di un’ala. Le visite sono guidate e gestite da dei volontari. Il costo del biglietto è di 5 euro a persona.

Vi consigliamo di controllare il calendario su questo sito per verificare l’apertura della struttura.

Il borgo di Torre Alfina

Dopo aver visitato il castello, concedetevi una passeggiata fra i vicoli del borgo e coglietene i dettagli, come il dipinto con l’occhio sulla parete di una casa e le installazioni a forma di mani e gambe che si protendono verso il cielo e sembrano uscire dalle tegole del tetto di una casa.

dipinto su parete a Torre Alfina

installazioni sui tetti di Torre Alfina

Il Bosco del Sasseto

Un tempo il monumentale bosco del Sasseto era il giardino del castello ed è qui che il marchese Edoardo Cahen volle essere seppellito.

In una radura di alberi si staglia un bellissimo mausoleo in stile neogotico, che purtroppo versa in uno stato di incuria e abbandono. Il sarcofago al suo interno è stato addirittura profanato.

tomba del marchese Cahen

La nota positiva è che il bosco del Sasseto è stato definito dal National Geographic “il bosco di Biancaneve” per il suo aspetto incantato e non è difficile capirne la ragione. Si passeggia fra cerri, roveri, noci e faggi, fra massi rivestiti di muschio e felci, un’ambientazione intrisa della magia della natura.

bosco del Sasseto

Come arrivare alla tomba del marchese Cahen:

Il luogo in cui si trova la tomba del marchese Cahen è difficilmente fruibile per la mancanza totale di segnaletica.

Ecco quindi le indicazioni:

Con la macchina, una volta superata la chiesa di Torre Alfina, bisogna percorrere la strada asfaltata fino a raggiungere una stradina di campagna. Proseguendo, sulla sinistra incontrerete un vecchio casale abbandonato. Parcheggiate l’auto dove potete e inoltrarvi nel sentiero alla vostra destra. Dopo 200 m si apre in una radura in cui si trova la tomba.